Cari amici tutti,
qui sotto, come promesso in un post precedente, trovate la lettera che ci è arrivata da Palamarin, legata al progetto Maxime.
E qui sotto vi riportiamo una traduzione delle parti di interesse:
Buongiorno Katy e Denis e tutta la famiglia. Noi stiamo molto bene.
Abbiamo visto le foto meravigliose dell’Italia. Il culmine di tutto è ciò che avete intenzione di fare per noi e per la famiglia, soprattutto per il nostro piccolo diabetico (Maxime). Siamo davvero toccati, soddisfatti, commossi da questi gesti che testimoniano l’espressione di un’amicizia piena di simboli umani e sociali.
Non possiamo che rallegrarcene e rendere grazie a Dio del vostro sostegno, del vostro aiuto finanziario e della vostra pietà, compassione, speranza che il nostro malato migliori sempre più.
A partire dal momento in cui ci siamo conosciuti, fino ad oggi, la nostra famiglia e quella di Maxime non ha più avuto male, soltanto bene, felicità. Che questo bene, questa felicità continui tra tutte le nostre famiglie fino al nostro ultimo respiro sulla terra!
Pensiamo a voi, all’Italia, soprattutto alle relazioni amichevoli che abbiamo vissuto, con voi qui in Senegal (Palmarin). Grazie ancora a tutte le persone che han donato la loro partecipazione durante la cena per Maxime. Solo il Signore grazie al suo saluto e alla sua benedizione vi pagherà questa bontà. Siccome voi volete condividere la vostra fortuna con noi. Vi rendiamo omaggio e vi indirizziamo il nostro fraterno saluto.Vi abbracciamo
Grazie per tutto
A presto
Marcel e Coura
Marcel Mignane e Coura Niane
Palmarina Diakhanor
Senegal
Africa
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04/01/12
UNA LETTERA DA PALMARIN
Pubblicato da
O M B E L I C O D E L M O N D O
alle
09:39
Etichette:
AFRICA,
PROGETTO MAXIME
19/12/11
FOTO AFRICA
Ciao a tutti,
è in questa settimana pre-natalizia che siamo felici di mostrarvi la foto del gruppo di ragazzi a cui sono arrivate le maglie gentilmente donate da Pejo èer conto dell'associazione sportiva peveragnese.
Grazie a tutti.
A breve (è in fase di traduzione) vi faremo pervenire la lettera che ci hanno mandato le persone che hanno ospitato Denis a Katy nel loro viaggio in Senegal.
Rimanete sintonizzati.
è in questa settimana pre-natalizia che siamo felici di mostrarvi la foto del gruppo di ragazzi a cui sono arrivate le maglie gentilmente donate da Pejo èer conto dell'associazione sportiva peveragnese.
Grazie a tutti.
A breve (è in fase di traduzione) vi faremo pervenire la lettera che ci hanno mandato le persone che hanno ospitato Denis a Katy nel loro viaggio in Senegal.
Rimanete sintonizzati.
26/10/11
CE LA DATE UNA MANO?
Cari amici tutti,
vi segnaliamo la seguente cosa:
alcuni amici hanno sentito Samba, persona tutto fare del villaggio in cui abita Maxime (vi ricordate di Maxime vero?). Samba avrebbe richiesto, se ci è possibile, di trovare alcune cose che potrebbero tornare molto utili.
Trovate l'elenco qui di seguito:
- sedie
- tavoli
- una cucina
- un frigorifero
- attrezzatura da cucina
- una pompa per pozzi
- un dispositivo per fare la maionese (un mixer?)
Pensate di avere qualcuna di queste cose? Pensate di non usarla più, o pensate di poterla donare? Bene, fatevi sentire allora e contattateci. A fine novembre dovrebbe esserci la disponibilità di un contatiner per inviare il materiale.
Forsa e curage, aspettiamo le vostre segnalazioni.
Grazie a tutti
24/10/11
UNA SEGNALAZIONE
Riceviamo dal nostro amico Marco questa segnalazione, speriamo possa far nascere commenti e discussioni, per cui ve lo giriamo. Potete usare i commenti sotto questo post per farci sapere cosa ne pensate.
In una mailing list a cui sono scritto ho trovato questo articolo scritto da uno degli organizzatori della manifestazione del 15 ottobre finita nel caos dello scontro armato tra frange di estremisti della violenza e forze dell'ordine. Ve lo giro per condividere:
"15 ottobre: un fallimento su cui discutere seriamente. No a nuove leggi di polizia"
di Giorgio Cremaschi
E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro. Noi, che siamo tra coloro che l’hanno promossa e organizzata, abbiamo il dovere di scusarci con tutte e tutti coloro che sono venuti lì per manifestare e basta. Non siamo stati in grado di garantire ad essi l’esercizio di questo loro diritto. Una minoranza, non è importante quanto vasta, ma comunque nettamente tale, si è impadronita della manifestazione e l’ha trasformata sul piano militare, sul piano mediatico e su quello politico in un'altra cosa. Questo è per me il punto centrale, poi naturalmente ci sono le singole responsabilità, gli atti di devastazione inaccettabili, così come anche gli scontri in piazza San Giovanni, ove le cariche della polizia hanno finito per coinvolgere tutte e tutti coloro che volevano manifestare. Se vogliamo fare una riflessione politica, dobbiamo sottolineare che questo è stato il senso della giornata: un esproprio di democrazia, coperto dagli scontri, quando doveva essere esattamente il contrario. Per questo sono contrario a minimizzare, così come respingo le reazioni ipocrite del palazzo. L’Italia è un paese con una democrazia malata, dove nelle istituzioni, nel parlamento, stanno persone incriminate per reati gravissimi, che considerano la magistratura una forza eversiva. L’ illegalità in questo paese comincia dall’alto e, senza per questo giustificare nulla, è evidente che questo apre la via alla rottura e alla sfiducia anche violente. Per questo la risposta non può essere la negazione della realtà. I giovani che sfasciavano tutto, e che hanno aggredito prima di tutto il corteo e la manifestazione, vanno affrontati prima di tutto come un problema politico. Sono assolutamente contrario alla proposta di Di Pietro e Maroni di nuove leggi di polizia, questo sì sarebbe il modo per precipitare in rotture da fine anni Settanta. E’ evidente che chi ha provocato gli incidenti aveva una totale sfiducia nella funzione e nella efficacia delle grande manifestazione. E’ di questo che bisogna discutere, naturalmente con tutto il rigore necessario. Bisogna che i movimenti sappiano validare con una discussione democratica le scelte che compiono. Bisogna che ci siano le assemblee, le sedi aperte e trasparenti ove si decidono quali sono i criteri e le forme organizzate delle manifestazioni e ove si chiarisce che chi non li rispetta è estraneo ad essa. Questa è la questione di fondo, rispetto alla quale non ci sono scorciatoie. O sappiamo affrontare questa crisi dei nostri movimenti e delle nostre lotte con un confronto aperto e con una pratica democratica vera, oppure rischiamo di veder travolte la nostra forza e le nostre ragioni. E’ molto facile, di fronte a questa crisi economica, alla disperazione che produce, alla chiusura e alla crisi della nostra democrazia, che cresca lo spazio per azioni di carattere disperato. Se vogliamo impedirlo dobbiamo maturare in fretta e, senza ipocrisie, assumerci la responsabilità dei fallimenti. E il 15 ottobre in Italia lo è stato.
"15 ottobre: un fallimento su cui discutere seriamente. No a nuove leggi di polizia"
di Giorgio Cremaschi
E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro. Noi, che siamo tra coloro che l’hanno promossa e organizzata, abbiamo il dovere di scusarci con tutte e tutti coloro che sono venuti lì per manifestare e basta. Non siamo stati in grado di garantire ad essi l’esercizio di questo loro diritto. Una minoranza, non è importante quanto vasta, ma comunque nettamente tale, si è impadronita della manifestazione e l’ha trasformata sul piano militare, sul piano mediatico e su quello politico in un'altra cosa. Questo è per me il punto centrale, poi naturalmente ci sono le singole responsabilità, gli atti di devastazione inaccettabili, così come anche gli scontri in piazza San Giovanni, ove le cariche della polizia hanno finito per coinvolgere tutte e tutti coloro che volevano manifestare. Se vogliamo fare una riflessione politica, dobbiamo sottolineare che questo è stato il senso della giornata: un esproprio di democrazia, coperto dagli scontri, quando doveva essere esattamente il contrario. Per questo sono contrario a minimizzare, così come respingo le reazioni ipocrite del palazzo. L’Italia è un paese con una democrazia malata, dove nelle istituzioni, nel parlamento, stanno persone incriminate per reati gravissimi, che considerano la magistratura una forza eversiva. L’ illegalità in questo paese comincia dall’alto e, senza per questo giustificare nulla, è evidente che questo apre la via alla rottura e alla sfiducia anche violente. Per questo la risposta non può essere la negazione della realtà. I giovani che sfasciavano tutto, e che hanno aggredito prima di tutto il corteo e la manifestazione, vanno affrontati prima di tutto come un problema politico. Sono assolutamente contrario alla proposta di Di Pietro e Maroni di nuove leggi di polizia, questo sì sarebbe il modo per precipitare in rotture da fine anni Settanta. E’ evidente che chi ha provocato gli incidenti aveva una totale sfiducia nella funzione e nella efficacia delle grande manifestazione. E’ di questo che bisogna discutere, naturalmente con tutto il rigore necessario. Bisogna che i movimenti sappiano validare con una discussione democratica le scelte che compiono. Bisogna che ci siano le assemblee, le sedi aperte e trasparenti ove si decidono quali sono i criteri e le forme organizzate delle manifestazioni e ove si chiarisce che chi non li rispetta è estraneo ad essa. Questa è la questione di fondo, rispetto alla quale non ci sono scorciatoie. O sappiamo affrontare questa crisi dei nostri movimenti e delle nostre lotte con un confronto aperto e con una pratica democratica vera, oppure rischiamo di veder travolte la nostra forza e le nostre ragioni. E’ molto facile, di fronte a questa crisi economica, alla disperazione che produce, alla chiusura e alla crisi della nostra democrazia, che cresca lo spazio per azioni di carattere disperato. Se vogliamo impedirlo dobbiamo maturare in fretta e, senza ipocrisie, assumerci la responsabilità dei fallimenti. E il 15 ottobre in Italia lo è stato.
11/10/11
FOTO SECONDA COSTINATA
Pubblicato da
O M B E L I C O D E L M O N D O
alle
07:53
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AFRICA,
PROGETTO MAXIME
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